È facile capire se una persona ha un talento creativo che esprime in un lavoro creativo. In qualunque settore. Dal copywriter all’illustratore all’advertising manager al tatuatore all’interior designer all’architetto al make-up artist allo sviluppatore web allo stilista al cuoco alla parrucchiera e chi più ne ha più ne metta.
Aziende, risorse umane e amministratori delegati sono costantemente alla ricerca di talenti ma, mi viene da pensare, cercano nei posti sbagliati.
Cercano fra le persone che amano i riflettori, che tentano di essere notate a tutti i costi o che rincorrono uno status.
Bene: sappiate che il talento creativo rifugge lo status e tiene più alle proprie idee che a una posizione.
Tende a fare avanzare il proprio sapere e a stimolare la curiosità dell’interlocutore, cercando di mantenere alta l’attenzione con il proprio acume anziché con la ricerca della visibilità verso una èlite che potrebbe fargli fare/sicuramente gli farà fare carriera.
Carriera … magari in un’aziendina di merda con un management di merda. Nel Nord Est è molto facile…attenti…
La valuta pregiata di un talento è la curiosità, la capacità di formulare ipotesi non convenzionali, la tendenza a prediligere le domande alle dichiarazioni, la capacità di produrre a ritmi sostenuti un elevato grado di qualità sopra la media. Senza sbraitare: ehiii sono quiii! Perché lo vedi, lo noti, gli credi, lo ricordi, ti spinge ad agire. È impossibile non notarlo.
In un mondo di riflettori, di immagine spinta fino allo stiracchiamento, di status e di titoli, di video beceri, di instant marketing fatto con i piedi (non lavati), spesso il talento si nasconde ad occhi poco attenti o foderati di prosciutto.
Ma se si vogliono cercare i talenti è fondamentale spostare l’attenzione in aree inesplorate, drizzare le antenne di fronte a un pensiero critico, notare gli occhi che si accendono di passione, ascoltare attentamente ciò che spesso non viene detto ma solo manifestato in altre forme.
Non è necessario attrarre talenti: a volte sarebbe sufficiente osservare quello che l’azienda già ha, togliendosi dal bagliore accecante dei pochi eletti e cercando in posti dove, per pigrizia o per abitudine o per pregiudizio, il manager non ha mai guardato…
Abbiate il coraggio di essere voi stessi.

