Custode di parole in grado di raccontarmi storie. Mi fido di lei, è mia alleata, quando le confesso i segreti del mio cuore; quando appunto la spesa su un semplice post-it; quando i miei testi al lavoro vengono prima messi giù su un grande blocco giallo (ormai l’ho quasi finito…) e poi riportati a pc; quando entro in libreria e annuso quell’odore fragrante, come nella migliore delle pasticcerie.
Quando apro un libro nella tranquillità di casa e mi da’ tepore e calma e gioia solo il fatto di avere quel piccolo peso in mano, che tra poco si impossesserà del mio cervello.
E niente: la carta è tutto per me. Mi aiuta a far ordine dentro, a dare un filo logico alle idee, a fare in modo che non si sovrappongano continuamente, come nei sogni (cosa molto frequente per me, che ho un mio cervello ipercinetico). Mi aiuta ad esplicitare le mie emozioni e i miei pensieri, cosa in cui sono molto scarsa – povera – pessima – reticente; mi aiuta a crearmi una storia, che mi piace rispolverare e rileggere a distanza di anni.
Carta stampata e carta scritta a mano, fa lo stesso. Anzi, la seconda spesso è ancora meglio della prima. Che piacere superbo aprire le vecchie agende delle medie e delle superiori, vibranti di vita e grasse e trabordanti come ippopotami, da cui pendono foglietti-brandelli-dediche-adesivi-ritaglidigiornale-foto-disegni-stampe; i quaderni delle elementari, le cartoline ricevute, i diari, i biglietti ricevuti per i compleanni, la laurea, il matrimonio, la nascita dei bambini.
Leggere dalla viva penna di chi ha scritto è un privilegio: c’è la vita vera dentro, c’è il cuore che pulsa, l’emozione del momento. Pezzetti di momenti unici.
Leggere le vecchie pagelle, che mamma ha gelosamente custodito e che mi ha regalato per il mio 41esimo compleanno in una bella cartellina rossa; leggere alcuni vecchi temi e compiti in classe rimasti nei meandri delle pagine dei diari e stupirsi e dire: cavoli, ma queste cose le ho veramente scritte io? Sì, le ho veramente scritte io.
E questo blog? Davvero mi sono successe le cose che qui sono scritte? Con questa intensità? Con questa forza? Sì, davvero mi sono successe.
