Traguardo importante.
Mi chiedo se saremo capaci di riempire i silenzi, di trovare di nuovo le parole e i gesti, riscoprirci complici, ridere, essere amici, essere amanti, camminare per mano, volare insieme, sentirci due metà, ricucire i fili di quello che eravamo prima, costruire da qui il nostro futuro perché il nostro futuro sarà sempre più questo.
Quando i pargoli se ne saranno andati, saremo capaci di tornare coppia, da soli, in viaggio, ma anche nella vita di tutti i giorni? Con le magagne tipiche della mezza età? Che strani auguri sono mai questi???
Ci riconosceremo noi due, da soli, senza una signorina spiritosa col nasino all’insù e i capelli ribelli spiritati da matta flessuosa come un giunco colorata come un fiore di primavera che ci prende in giro e ci provoca e ci fa ridere o ci fa arrabbiare come due iene, da buona Capricorno, lei che spesso porta all’esasperazione, e un bimbo bello come il sole dai capelli scuri e lucenti e dagli occhi buoni che reclama la nostra attenzione e il nostro affetto e ci riempie di baci e di abbracci e di domande e di racconti e di battute e di richieste e di ricordi?
Perché dopo tanti anni i ruoli cambiano e si perde l’allenamento a essere soltanto se stessi.
Sapremo ancora litigare in modo sano senza più il canetto che accende gli animi e ci fa dannare più dei figli, più della gestione della casa, più delle bollette, più di qualsiasi altra cosa?
Siamo stati felici, siamo felici e sì, saremo felici anche da soli, e saremo capaci di essere quelli che eravamo. Che sollievo…
Sappiamo parlare di cose becere e serissime, ci divertiamo come due scemi, abbiamo sempre gli occhi accesi e ridenti, ci commuoviamo – nascondendoci l’uno all’altra – davanti a una foto, al ricordo di un viaggio, a un film, a uno spettacolo della natura, a un servizio televisivo non troppo clemente che fotografa realtà inaccettabili.
Imperfetti e diversi, ma sui fondamentali le nostre strade si incontrano ancora oggi. Da sempre.
Strani auguri per i tuoi primi 50 anni. Marito.

