Ho amato studiare: l’ho già detto???
Ho amato e amo leggere libri.
Perché compiono due grandi funzioni:
- mi fanno pensare;
- o mi fanno smettere di pensare.
Tutte e due queste opzioni possono salvarmi, dipende dal momento che sto attraversando.
Curare la soggettività: dove sono finiti i nostri cari bei vecchi temi? Se oggi si fa solo comprensione del testo scritto, si è spostata l’attenzione (e la valutazione, a scuola) dalla soggettività alla prestazione.
Ma educare vuol dire condurre qualcuno all’evoluzione, al sentimento. E una persona con sentimento non brucia un migrante che dorme su una panchina, non picchia un disabile, non deride un diversamente abile.
Sono figlia di un papà impresario edile e di una mamma casalinga che ha fatto per alcuni anni la parrucchiera e sognava di farlo sulle navi da crociera per esercitare la sua grande passione dell’avviamento (una volta non c’erano le medie): il francese.
Nessuno nella mia famiglia si era laureato prima di me.
Mi ha salvato studiare.
Per me, mica per i miei, mica per gli insegnanti.
Per leggere un articolo / un post / un cartello e capire davvero quello che dice, o che non dice, per scoprire quanto sono false le soluzioni facili e luccicanti, per chiederti sempre: perché? Perché no? Per non essere rassegnati, per non prendere calci un culo (o per prenderne meno di quanti comunque la vita ti riserva), per riconoscere la bellezza, quando ce l’hai davanti. E la schifezza, alla pari.
Se il diploma / la laurea sono solo pezzi di carta, pensa che anche la carta igienica lo è.
Ma come faresti senza? Ti pulisci con la mano? Non ti pulisci? Poi il crostone che rimane lì brucia…
Anche i soldi lo sono.
E se ti mancano per pagare da mangiare? O una bolletta?
Anche un block notes o un post it sono solo carta. Ma se devi segnarti un appunto fondamentale o un numero al volo e non li hai? Beh c’è sempre il braccio. O la maglietta.
Anche la Costituzione lo è. Ma come faremmo senza? Con i cazzari che ci ritroviamo poi…
Non mi faccio sminuire e disconoscere il percorso fatto. Da nessuno.

