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Coronavirus: isolamento nazionalista o solidarietà globale?

Coronavirus: isolamento nazionalista o solidarietà globale?

Sorveglianza totalitaria (controllo) o responsabilizzazione dei cittadini (libertà)?

Possiamo e dobbiamo avere sia la privacy e la libertà, sia la salute! 

 

Monitoraggio generalizzato e punizioni non sono l’unico modo per ottenere che le persone rispettino le regole. Una popolazione motivata e consapevole è molto più utile di una ignorante e controllata.

E per raggiungere questo livello di rispetto delle regole e di collaborazione, ci vuole fiducia.

Le persone devono fidarsi della scienza, delle autorità pubbliche e dei mezzi di informazione.

Normalmente la fiducia erosa per anni non può essere ricostruita da un giorno all’altro. Ma in un periodo di emergenza le operazioni normali accelerano…

 

L’epidemia del nuovo Coronavirus è, è stato, probabilmente sarà un importante test di cittadinanza. 

Non è che rinunciare alle nostre libertà più preziose (studio e lavoro in primis. Mica centro commerciale eh??? Mica uscire a fare un giro in centro, o una “corsetta”) sia l’unico modo per difendere la nostra salute.

A livello internazionale c’è una paralisi collettiva, non c’è un piano comune e non c’è collaborazione. Come andrà? Ai posteri l’ardua sentenza.

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