Doppiogiochista, opportunista, traditore, giuda, pugnalatore alle spalle, fedifrago.
Chiamalo come preferisci … hai capito di chi sto parlando!
Di quello/a che sembra essere tuo amico.
Un tuo alleato.
Un fedele compagno.
Uno stimato collega.
Quello/a che ti ruba l’idea, il progetto, quello che ti manda avanti al massacro per poi occupare il tuo posto.
Quello che manda le lettere anonime al titolare.
Quello/a che s’infila (come una serpe) nella sottile apertura che lasciamo aperta nella nostra “corazza” perché crediamo negli altri,
nella loro buona fede, nella loro onestà e correttezza: è qui che giocano.
E anche bene.
Perché lo fa?
Rendiconto personale, vendetta, invidia, smania di successo o (semplice) godimento.
Il traditore è difficile da identificare, di solito quando ci riesci, ha già affondato la sua lama. È decisamente troppo tardi.
In caso di successo, si fa avanti per trarre il massimo credito, ma se il progetto fallisce, diventa la tua idea, scarica la colpa, ti accusa, ti diffama,
diffonde calunnie dimostrando che era sicuro del tuo fallimento.
Aveva sentore dell’imminente tracollo.
Alla radice delle sue pugnalate c’è invidia, incompetenza e incapacità. E solitudine. Ma quella malata, non quella sana. Lo strumento migliore per convivere con l’incertezza è assicurarsi di avere una vita sociale attiva e significativa.
La solitudine (non ricercata) mina fondamentalmente il senso di sicurezza di una persona. Rende molto difficile affrontare la natura imprevedibile della vita.
Di solito, il suddetto non gode di buona salute, soffre di disturbi mentali e/o fisici.
Alle spalle ha un nucleo familiare frantumato o una famiglia infelice.
Non ha ancora trovato il suo posto nel mondo.
Non è una persona felice.
La peggior specie di essere umano su questa terra.

