L’umile è un’ameba senza ambizioni?
Uno zerbino calpestato?
Una caccola di naso nascosta sotto la scrivania?
Non direi … direi più uno che sa riconoscere i propri limiti e che sa stare al suo posto.
Una persona umile non conosce superbia, arroganza e supponenza. Non si ritiene migliore o più importante o più insostituibile di altri.
La persona umile non si considera mai abbastanza, mai “arrivata”.
Non ostenta le sue capacità, bensì tende a minimizzarle. Non sbandiera le sue doti, i suoi successi o ciò che possiede. Resta sempre un passo indietro, con modi sobri e discreti.
L’umiltà è soprattutto la qualità dell’attenzione e dell’ascolto verso l’altro. L’umile non fa mai sentire a disagio le persone più semplici, perché ha la sensibilità di sapersi rapportare con loro.
Attenzione però: essere umili non significa che piaccia essere umiliati! Eh eh attenzione …
Ambiziosi e orgogliosi ma umili si può, caparbi ma teneri, fermi ma gentili.
Un ego ipertrofico e debordante porta alla vanità, all’arroganza. Allontana le persone valide e attrae altri insicuri.
Umiltà è mettersi un cappello diverso per pensare: provare a cambiare punto di vista aiuta a decidere meglio! Ad ampliare lo sguardo che posiamo sulle cose. A comprendere anche come ragionano gli altri, per poi essere in grado di incorporare alcuni di questi elementi nuovi nel proprio pensiero. Anche in questo, i bambini sono molto più avanti di noi … grazie maestra Paola per questa scoperta.
Per come la vedo io, chi è veramente grande:
- se vuole essere spontaneo, studia a mille e si prepara per ore e ore
- non ha mai l’ansia dell’attualismo, va alle questioni che durano
- parla sempre mettendosi nella posizione di chi ascolta. Piedistallo via, tavolo di cristallo spostati, palco fuori dai coglioni.
Alla fine, i numeri e l’attenzione che crei intorno a te sono lo specchio delle relazioni di valore che hai saputo attivare. Basta.

