HR

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Finita (più o meno) la pandemia, è tempo di riconcentrarsi sulla crescita.

 

Leggo e riporto:

“Le 5 principali sfide HR, per quanto riguarda la metà delle aziende europee, riguardano la (ri)connessione con la forza lavoro e la sua responsabilizzazione: il benessere e la resilienza dei dipendenti, l’esperienza dei dipendenti nella relazione con l’azienda ed il loro grado di coinvolgimento, l’attrazione di nuovi talenti, l’occupabilità sostenibile, lo sviluppo dei talenti.

Nelle aziende più grandi ci sono certi tipi di preoccupazioni e quindi di interventi: l’organizzazione dello smart working e del lavoro ibrido, per esempio.

Nelle PMI l’organizzazione è molto più ristretta e quindi c’è più sfida nel creare opzioni di sviluppo significative, compresi i movimenti di carriera orizzontali e diagonali”.

 

Mai visto.

Io vedo fare solo attrazione di talenti, quando va bene.

Qualche colloquio qua e là.

Preparazione documenti.

Nessuna iniziativa di corso.

Nessun questionario per capire il clima interno.

Nessuna iniziativa di comunicazione che esuli dall’organigramma.

Nessun colloquio singolo o di gruppo.

 

Se vuoi qualcosa (aumento di stipendio, per esempio, ma anche osservazioni sull’organizzazione interna o proposte operative, contratti da discutere per portali legati a HR), devi prendere e andare a parlare con il titolare. Che non ha né il tempo né probabilmente la voglia di ascoltare 3-4 persone diverse su argomenti che potrebbero essere trattati da una sola persona preposta.

 

Dove c’è poi la divisione HR!

Già questo è un bel passo avanti (sempre sulla carta).

 

Perché dove c’è è già un lusso. In cantina il titolare, dal suo ufficio con porta a vetri, nel suo ruolo plenipotenziario, faceva tutto. Receptionist, colloqui di assunzione, vendita diretta in negozio, fotocopie, rettifica spedizione dell’ufficio logistica, andava a buttare le immondizie, telefonava, telefonava, telefonava, contratti pubblicitari, licenziamenti coatti, accordi pre maternità, modifiche unilaterali al contratto di lavoro, modifiche arbitrarie di livello.

Tutto da lì, dal trono, con i suoi passettini veloci, l’orecchio sempre allungato ad ascoltare i mormorii, la parlata veloce che spesso inciampava in balbuzie, il dialetto veneto e la bestemmia incombente.

Tra una grattatina al culo e una alle palle, una sbirciatina al cellulare e incomprensibili ed oscure conversazioni telefoniche.

 

Ma di che vogliamo parlare? Sono tutte sofisticazioni della nostra mente parlare di quanto siamo organizzati e bravi e moderni e innovativi.

 

Andate a farvi un giro in una normale aziendina.

Anche aziendona, anche S.P.A., e ditemi com’è la situazione.

Anche multinazionale.

 

Fatemelo proprio sapere perché ci tengo.

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