Le titolari e i titolari che ho avuto

Le titolari e i titolari che ho avuto

Tutti diversi, ma sotto sotto tutti uguali.

Le titolari e i titolari che ho avuto: manipolatori, architetti di bugie, esperti di seduzione, amanti del rischio e artigiani del narcisismo, camaleonti sociali (cioè persone che non esitano ad adattare il loro comportamento a seconda della persona o del gruppo di persone con cui interagiscono).

 

Tutti conosciamo qualcuno con questo profilo ed è molto probabile incontrarlo sul posto di lavoro. Praticamente certo. Al 100%.

A quanto pare, non è una coincidenza. Perché ottengono più successo! Alcuni studi indicano che è comune trovare questo profilo nelle posizioni più alte delle organizzazioni. È un fenomeno che si apprezza fin dagli anni ‘80. Poco importa che oggi si sottolinei il bisogno di una leadership più empatica e qualificata in termini di intelligenza emotiva.

 

Perché questo tipo di personalità ottiene più successo professionale?

Il mondo delle organizzazioni e delle imprese è contrassegnato da incertezza e competitività. Per molto tempo determinati tratti caratteriali sono stati considerati più adatti in tali contesti.

Per esempio: un leader che si assume dei rischi, freddo, persuasivo e che esercita controllo equivale a maggiori benefici per un’azienda (almeno così sembra, o è sembrato fino adesso).

Cosa contraddistingue queste persone?

  • Sono altamente competitive, non manifestano paura o pudore.
  • Danno la priorità al calcolo (money vendite schei) piuttosto che alle emozioni.
  • La mancanza di empatia consente loro di prendere decisioni rapide, privilegiando sempre le esigenze dell’azienda rispetto a quelle del capitale umano.
  • La guida è sempre strumentale: cercano solo di ottenere benefici per sé.
  • Non temono i rischi.
  • Usano qualsiasi mezzo per raggiungere un obiettivo (anche se non è etico).
  • Usano menzogne e manipolazioni, e spronano anche i loro dipendenti ad usarle per ottenere i risultati che nella loro testa si sono prefissati.
  • Hanno carisma, fascino, dialettica e capacità di infondere fiducia attraverso la falsità.
  • Hanno un ufficio teatralmente costruito per comunicare potere e prestigio. Ricchezza. Un caminetto (anche se pieno di ragnatele e cimici), un tavolo in radica (ditate a manetta), una foto gigantesca a parete, tende a baldacchino (grigie però).
  • Possiedono ottime doti comunicative e abbondante teatralità.
  • Controllano il gruppo di lavoro con l’autoritarismo.
  • Hanno fame di potere: non smettono mai di competere. Anche nelle piccole cose! Se una cosa costa tot, devono per forza spuntarla a meno: ne va del loro prestigio. 

 

Ma attenzione: la mancanza di empatia, l’impavidità e la mentalità fredda e calcolatrice hanno un costo innegabile per l’organizzazione.

Sono fattori che incidono sul clima emotivo e sociale dell’azienda, al punto da comprometterne la stabilità.

Un cattivo leader è come un cattivo capitano di una nave. Con lui è più probabile finire alla deriva o naufragare.

  • Tende ad adottare comportamenti molesti, intimidatori e minacciosi.
  • Il clima emotivo generato da questa leadership aumenta lo stress e l’ansia per i dipendenti. La produttività si riduce.
  • Applica disparità di trattamento tra il personale. Meglio se in segreto, ovvio.
  • Può essere ostile e aggressiva/o.
  • Questo tipo di leader finisce per perdere la fiducia dei suoi dipendenti e colleghi.
  • Può prendere decisioni ad alto rischio e non etiche; ciò ha gravi conseguenze per l’azienda.

 

È tempo di guardare ad altri leader: uomini e donne più empatici, intuitivi e democratici. In una parola: abili nell’intelligenza emotiva.

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