Ferrari

Ma quale cultura di comunicazione?

Diffidate sempre di chi è convinto di tirare sempre fuori dal cilindro la genialata, il colpo da maestro, la soluzione definitiva e radicale.

Un bravo professionista della creatività si giudica dalla costanza con cui riesce a trovare idee da 6 o da 7 sempre! In ogni cazzo di situazione. Se poi è davvero bravo, e ha le palle, ne troverà anche da 8, da 9.

Tutti possono trovare un’idea eccellente e brillante e luminosa una volta nella vita, ma chi è veramente bravo sta sempre sopra la sufficienza e quando arriva l’idea da 9 o 10 riesci a vederla subito. Da lontano.

La domanda nasce spontanea: che cultura di comunicazione c’è nel nostro paese?

Con il potere decisionale in mano a persone che sanno tutto del business e del come fare soldi e del come proporre i propri prodotti o servizi, ma che della comunicazione pubblicitaria capiscono ancora poco, che cultura volete che ci sia? Gente con il Rolex e la Ferrari e che frequenta i migliori ristoranti del globo terracqueo con un gusto estetico grezzo, una comprensione del pubblico limitata, che si aggiornano (beh se lo fanno sarebbe già gran cosa) guardando solo i canali tradizionali e che accolgono i suggerimenti della moglie o del marito o del figlio o dell’amico panettiere o parrucchiere o del cane.

 

Mi piace più questa cosa piuttosto che quest’altra.

Perché?

Perché di sì.

Ah.

Ma se provassimo…

No.

Ma potremmo…

Ho detto no.

Però poi … qui farei il logo più grande, qui rosso invece che rosa, perché di sì, qui una sfumatura, questa frase toglila che può offendere qualcuno (me imprenditore in primis), usa questo verbo che sai suona meglio, non svelare tutto, non spiegare troppo (ricordate che, come gli esseri umani tendono a nascondere le cose di cui si vergognano, anche le aziende spesso sono … ehm … timide), sì mi hai chiesto questo aggiornamento ma non te lo posso dare perché non ho tempo, per te non ho mai tempo, e poi non serve che sai tutto eh! Meno sai e meglio è.

 

Il tocco finale per dirti: amorino bello, fatti in là, sono io che decido qui.

Ti rimetto subito a posto sai?

Ti fa la sua pisciatina sopra e oplà, fatto.

Lavoro da me svolto ad minchiam su programmazione, data base, statistiche, aggiornamenti, contenuti sempre nuovi e curati, ricerca testimonial.

Per me che voglio prendermi cura di chi legge mentre scrivo e che voglio fare tutto in un certo modo … una sconfitta, non c’è che dire.

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