Il marketing: tema strategico nella gestione aziendale che abbraccia tutte le realtà, comprese le più piccole tra le PMI.
Forse in passato alcune piccole e medie imprese potevano permettersi di ignorare questa disciplina e puntare unicamente sulla qualità del prodotto e la bravura del venditore.
Oggi la qualità non è più percepita come un vantaggio competitivo, ma come uno dei requisiti per rimanere sul mercato. Rimanere: non competere.
Il marketing è lo studio del comportamento e del rapporto tra domanda e offerta. Ignorarlo è un grave errore! Significa trascurare i grandi cambiamenti in atto nei processi di acquisto e consumo.
Quali sono i fattori che contano davvero nel marketing?
- La percezione. La percezione nella mente del cliente effettivo o potenziale è la realtà su cui lavorare, tutto il resto è illusione. Perché il marketing non è una battaglia di prodotto, è una battaglia di percezioni e di idee.
- La focalizzazione. Concentrarsi su un aspetto o un ambito, anche piccolo.
- L’esclusività: ci vuole qualcosa di dirompente per cambiare le regole. Chi conquista una parola o un concetto vincente nella mente del consumatore mantiene un solido vantaggio competitivo.
- L’opposto: essere il numero due sul mercato non sempre è un male!
- La divisione: dividere in sottocategorie, o microcategorie, o nicchie.
- Il sacrificio: dove estendere la linea di prodotti è sconsigliabile, può avere senso sacrificarne alcuni.
- La sincerità: non eccedere troppo con l’orgoglio.
- L’indispensabilità: il marketing è strategia, e nessun imprenditore oggi può farne a meno. La strategia non si può delegare. E’ un pollo chi pensa che per vincere sul mercato è sufficiente avere un buon prodotto, o una buona rete di vendita. E’ presunzione, è fingere un’idea di successo.
E l’idea di successo porta spesso all’arroganza, e l’arroganza al fallimento.

