Non in tutto certo, ma in molte cose il mio cane è il mio miglior maestro.
Mi insegna cose fondamentali.
La più importante:
il mio cane fa tutto con un entusiasmo che a confronto il nostro sorriso più largo e la nostra predisposizione più accesa sono proprio una misera cosa. Tutto come se fosse la prima volta.
Quando torno a casa dal lavoro, non è che corre a salutarmi: mi travolge proprio, mi mordicchia e graffia le braccia, abbaia contento, come se non mi vedesse da … tre mesi? E poi mi segue dappertutto.
Io sto in cucina, lui sta in cucina.
Io sto in bagno, lui sta in bagno.
Io esco a bagnare le piante e il giardino, lui esce.
Se entro e lo chiudo fuori, lui piagnucola.
Non si lascia mai sfuggire l’occasione per andare a passeggiare. Mai. C’è sempre tempo, c’è sempre l’occasione giusta.
Il mio cane è esuberante e tenace.
Permette che l’esperienza dell’aria fresca e del vento sul suo muso (ancora meglio: di un bel bagno rigenerante sul fosso o di bei fanghi termali sul canale) siano momenti di pura estasi.
Fa pisolini e riposini palle all’aria ovunque sia possibile e in qualunque momento.
Corre, salta e gioca con i bambini tutti i giorni. Non è mai troppo stanco, non ha mai altro di più importante o urgente da fare.
Si gode le cose semplici: una lunga camminata, un osso, una bella ciotola di cibo, stare sul divano, scavare in giardino, rincorrere il gatto e la palla. Qui e ora, hic et nunc. Non si preoccupa per il dopo, per il futuro e per le cose che non può controllare o decidere o prevedere o cambiare.
Il mio cane è fedele e non tradisce. Guarda i suoi cari – soprattutto me, la sua umana numero uno – con occhi innamorati e devoti.
E’ riconoscente. La casa è il suo castello da proteggere.
Ha passato un’infanzia spensierata tra molte sorelline e molti fratellini distruggendo tutto ciò che gli capitava a tiro. Sedie, ciabatte, tappeti, scope, vasi. Più felice di così!
Non finge mai di essere qualcosa che non è, non ne è capace. E non chiede niente, riceve e basta.
Ha un naso straordinario. La distinzione che gli riesce sempre, al volo, è tra buoni o cattivi, sinceri o falsi cagacazzi: lo capisce subito, al volo. Su questo non sbaglia.
Guarda e tratta tutti gli altri nello stesso modo: che siano magri o grassi o alti o bassi o bianchi o gialli o neri o rossi o felici o tristi o incazzati o pacifici o ricchi sfondati o poveri in canna o belli o brutti o vestiti bene o straccioni o pettinati di tutto punto o sgarrupati o in bici o con la Ferrari (dove magari gli potrebbe scappare una bella pisciatina sulla ruota).
Se quello che vuole è “sepolto “, nascosto, o difficile da trovare, lo cerca e persiste fino a trovarlo. Grande dote.
E non dimentica mai questo: quando qualcuno sta passando una brutta giornata o un brutto momento, resta in silenzio, si siede vicino e dolcemente gli fa sentire che c’è.

