Benvenuta nel club dei reietti

 

Mi dicono che anche tu, gentildonna, sei caduta nel club dei reietti. Del “lasciate ogni speranza voi ch’entrate”. Ma…che triste fine!

Capisco noi dipendenti merdosi, con le pulci addosso, da sfruttare fino all’osso e poi gettare nel cassonetto, ma tu? Sorella e socia? Cosa sta accadendo là dentro? La terza guerra mondiale?

Se ti incontrassi, cosa ti direi? Cosa mi diresti adesso? Andremo a braccetto a fare causa insieme? Quanto velocemente cambiano le sorti, eh? Te ne rendi conto adesso? E’ così indolore come avevi detto a me? Non penso proprio.

Adesso sì che è ora di poltrona, pop-corn e coca-cola, per assistere a questo spettacolo di una bassezza, oserei dire, inimmaginabile anche per me. Se mi vieni a trovare, ti darò dei consigli su come scrivere al meglio il tuo CV, su dove indirizzare le ricerche di un nuovo lavoro, su come scegliere l’avvocato.

Non è proprio una piuma, ma una scure che ti cade in testa. Dopo: tranquilla, ti rialzi, non è quello il problema, ma la testa e i pensieri non restano più gli stessi, puoi giurarci. E’ come dopo una malattia o un lutto: resta la cicatrice, che non ti uccide, ma brucia.

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