Calamità umana.
Questo siamo.
“Meteo pazzo, clima impazzito” titolano i giornali.
In piccolo però … perché i titoloni “schoook” per citare il comico Matteo Renzi sono altri: liti politiche, omicidi, partite di calcio, dichiarazioni di questo “leader mondiale” e di quell’altro.
La verità è che lo stato italiano e con lui i governi di tutto il mondo ci hanno rubato l’estate, l’anticiclone delle Azzorre, la pioggia, le stagioni. Con la loro inazione: appelli inascoltati, dati neanche guardati di sfuggita.
Un panorama di pochezza, risposte inevase – per decenni! – a domande e problemi giganteschi.
Non solo manca l‘acqua per le centrali idroelettriche ma anche quella per raffreddare le centrali elettriche.
Peggio del caldo torrido c’è solo il non parlarne e il non agire.
Beh per questo non si agisce su nessun fronte che riguardi l’ambiente, la natura, gli animali, gli stili di vita, la mobilità, il risparmio.
Un altro capitolo sarà dedicato proprio alla mobilità su due ruote. Altro tema che mi sta molto a cuore.
Parlare di crisi climatica vorrebbe dire fare i conti con i nostri errori. Della politica e dei cittadini. Sì sì anch’io, sì sì anche tu. Vorrebbe dire mettere in discussione un sistema, un modo di vivere che sostenibile non è mai stato.
In TV dicono che il caldo ha portato a un aumento del consumo di frutta e verdura e dunque non tutto il caldo viene per nuocere. Incredibile. E giù con le solite immagini dei ridenti turisti che si immergono nelle fontane e si schizzano divertiti e si passano le bottigliette d’acqua ghiacciate sulla faccia.
D’altra parte, a chi interessa?
A noi, detto papale papale, non ce ne frega un cazzo.
Nel mio piccolo mondo le bottigliette di plastica io le vedo, da vicino. Le tocco con mano.Le raccolgo proprio!
No, quello in foto non è il mio fabbisogno giornaliero di acqua.
E no non lavoro per Sant’Anna o Goccia di Carnia o San Benedetto o Mood (???)
Questo è solo ciò che ho raccolto ieri, IERI, nel mio tragitto giornaliero andata e ritorno in bici per recarmi al lavoro.
Solo perché più di così nel cesto davanti non mi sta.
Dovrei portarmi un carrettino.
Per dei prossimi post potrei scegliere il tema lattine: ne ho già individuate tipo …. 50? So esattamente dove sono, cosa contenevano. Collocate come moderni vessilli nei vari fossi, incroci, marciapiedi. Mi aspettano, pazienti, tanto tutti le ignorano.
Poi potrei scegliere il tema McDonald’s, pacchetti di sigarette, mascherine, incarti di merendine e patatine di vario tipo. Per non parlare di guanti, scarpe, batterie dell’auto (sì), imballi in cartone giganti, polistirolo. Un divano intero segnalato all’azienda locale mentre passeggiavo col mio cane per i campi.
Pneumatici auto accatastati a bordo ferrovia, sempre segnalati all’azienda locale.
Garantire la sostenibilità ambientale?
Obiettivi di sviluppo del millennio?
Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile?
17 goals?
Persone?
Pianeta?
Prosperità?
La politica rimanda, e noi … noi ce ne sbattiamo il cazzo.
La mia idea di futuro? Questa: niente. Cioè niente futuro.
Altre scuse ne abbiamo? Non siamo neanche capaci di portarci a casa la monnezza. Ma per favore! Sono incazzata come una biscia. Vi odio, vi odio proprio.
Vi taglierei di netto la mano.
Vi multerei tanto che la prossima volta ci pensate non una ma due volte prima di gettare roba dal finestrino.
E vi filmerei per le forze dell’ordine. Telecamere ovunque. Bastardi.
Sono amareggiata.
E mi viene da piangere. Anche perché trovo abitualmente gattini morti e divelti dalle auto, una volpe cucciola che ha fatto la stessa fine, uccelli, ricci.
A noi interessa solo dell’aperitivo e di fare le vacanze.
E intanto … moriamo piano piano. Indifferenti.
PS mio marito invece è incazzato perché i nostri bidoni sono sempre stracolmi delle immondizie degli altri e perché ho fotografato le bottiglie sul tavolo del salotto. Covid, formiche, terra, polvere…non importa. Dovevo farlo.
Lunedì altro giro, altra corsa.
Spero abbia un po’ di valore questo bene silenzioso che si fa.

