Vedo molti ex colleghi criticare e giudicare il lavoro degli altri, non menzionandoli direttamente.
Nascondono il naso dietro citazioni metafore immagini che dovrebbe renderli grandi predicatori.
Queste invettive in realtà non hanno alcun effetto sugli interessati, se non puro fastidio, da orticaria proprio; al contrario, hanno l’effetto di indebolire gli autori di queste uscite.
I responsabili di queste mancate (mancando il destinatario) diffamazioni mostrano il lato debole della loro professionalità, che chi leggerà percepirà chiaramente. O dovrebbe percepire chiaramente! (faccina rossa) Cazzo.
Anche se apparentemente arriverà l’apprezzamento, visibile attraverso i commenti e i like del loro seguito, non significa che questi accordino all’interessato fiducia e sostegno. L’unico risultato che otterranno nel medio periodo sarà riuscire ad aggregare altri colleghi altrettanto deboli, che al momento opportuno restituiranno la stessa frustrazione.
Un vortice da cui uscire con forza, e subito, per non rimanere incastrati. Ma che si può ammirare da lontano, in poltrona, con pop-corn e Coca-Cola.
“Lascia andare le persone che condividono solo lamentele, problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri. Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia, fa sì che non sia la tua mente“. Dalai Lama
Il termine “competenza” deriva dal verbo latino competere e si nutre, oltre che della nostra cultura e della nostra capacità, anche delle caratteristiche e dei comportamenti delle persone che ci affiancano nel lavoro. La nostra competenza rispecchia il nostro agire responsabile e socialmente riconosciuto. La nostra prestazione tecnica deve essere accompagnata da valori etici corretti nei confronti di colleghi, clienti e del settore professionale al quale apparteniamo.
Non c’entra niente con la competizione come riconoscimento di una superiorità.
Lo sforzo da fare, nella nostra vita lavorativa, sarà di evitare o di interrompere i rapporti con le persone tossiche che non siano in linea con il nostro modo di intendere la vita professionale.
Dobbiamo avere la forza di liberarcene anche a costo di perdere inizialmente opportunità. Finta stima. Sostegno.
Questa nostra scelta si rivelerà in futuro molto più vantaggiosa che se avessimo continuato a relazionarci con questi ostacoli dalla condotta scorretta.
Coerenza please.

