Perdono

Il significato di perdono

E’ arrivato l’assegno, e mi trovo a riflettere sul significato di “perdono”.

Insomma, un rettangolino di carta piccolo e azzurro chiude la “vertenza” con la mia ex azienda. Dalla quale non ho più alcunché da pretendere. Che non potrò mai nominare. Che devo lasciare in pace.

Perdono dicevamo. Perdonare è difficile, forse una delle cose più difficili in assoluto: è un processo che può richiedere anni di lavoro perché non bastano le parole per renderlo effettivo, non è sufficiente provare a dimenticare il torto oppure tentare di stendere un velo pietoso o chiudere un occhio o porgere l’altra guancia.

Perdonare davvero ci costringe a fare un viaggio dentro di noi per liberarci dal rancore e dalla sofferenza. Perché il perdono, alla fine, è questo: lasciar andare. 

Preferisco di gran lunga che l’altra parte in causa si prenda la responsabilità delle sue azioni, come io delle mie reazioni, piuttosto che perdonare una situazione dolorosa o malata o tossica.

Il perdono non può essere imposto! E per riuscire a perdonare, prima bisogna guarire, perché perdonare l’altro non significa calpestare o negare se stessi. Chiedere che il proprio dolore venga riconosciuto e curato non è egoismo; inoltre il finto perdono, o il perdono imposto, provoca rancore e rischia di essere solo un modo incompleto e illusorio di perdonare, mentre invece la ferita pulsa ancora. Perdonare alla svelta senza perdonare davvero: una cosa che ci dicono e ci impongono fin da piccoli “per il quieto vivere”, quando ci scontriamo con qualcuno, o veniamo offesi, derisi. Dentro di noi rimane un senso di profonda ingiustizia e tendiamo al rancore, alla vendetta: sentiamo di avere un conto in sospeso. Perché ci viene chiesto di dirigere l’attenzione verso l’altra parte prima ancora di poter guarire la nostra ferita.

“Quello che noi perdoniamo troppo in fretta, non rimane perdonato”. 

Siamo umani, e tutti noi possiamo sbagliare, o offendere una persona, o ferirla. L’importante è riconoscere la propria azione e prendersi le proprie responsabilità. Nessuno punterà il dito contro di voi per aver avuto il coraggio di ammettere il vostro errore.

Ma non basta solo chiedere scusa: avete il dovere di rimediare diventando parte attiva nel processo di riequilibrio della situazione. Dovete dimostrare con i fatti e con le parole che siete persone mature e affidabili.

“Non giudicare le persone dai loro errori, ma dalla loro voglia di rimediare”.

E con questo ho detto tutto. Purtroppo.

Perdonerò. Forse. In futuro. Ma non oggi.

 

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