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L’energia che cambia tutto sono le persone

L’energia che cambia tutto sono le persone.

Slogan stupendo e verità inossidabile.

Un’azienda capace di dare valore alle idee e al valore di ognuno, un’azienda ORGOGLIOSA delle proprie persone. Ah…che sogno.

Pronta ad accogliere sempre nuove risorse, dove poter esprimere se stessi, senza paure, senza ritorsioni.

Normalità infatti è (sarebbe) esprimere le proprie idee, non nascondersi dietro lo spauracchio dei favoritismi, degli schieramenti, delle invidie, della supponenza.

Altrimenti, semplicemente, non sei libero di dare il meglio di te.

Questa è la vera energia vitale, produttiva e creativa.

Siamo sicuri che un capo, un titolare d’azienda (non lo chiamerò “leader” per decenza) percepisca in modo corretto come sta andando la sua azienda e come si sentono i suoi collaboratori?

Magari pensa di aver sostenuto la loro salute fisica ed emotiva in tutti i modi, ma proviamo a chiederlo a loro. Ai collaboratori. Perché non vogliamo chiamarli “dipendenti”, vero? La dipendenza è riprovevole…

Se i manager sono convinti di una cosa, ma i collaboratori ne vedono un’altra, è inutile parlare di crescita, e trasformazione digitale, e rilancio, e smart working, e orgoglio, e welfare, e clima, e compagnia cantante. E’ solo una colossale presa in giro.

E’ nella natura del manager raccontare fandonie, usare iperboli e fare il meno possibile mostrandosi però indaffaratissimo. E’ nella natura del manager mandarti i messaggi il sabato a pranzo o la domenica pomeriggio per darti quello spunto fondamentale, quell’idea assolutamente fantastica senza la quale non potrai mai affrontare la settimana successiva. Tradotto: inutile 100% o irriproducibile nella tua realtà produttiva o commerciale.

Lavorare tanto (fingere di), lavorare sempre (fingere di) è sintomo di malessere e di disorganizzazione, lavorativa e personale. Risorse Inumane, ancora una volta, docet.

Volete sapere secondo me qual è il manager bravo? Dico secondo me perché non mi è mai capitato di conoscerne uno. Quello che sa creare l’atmosfera giusta. Quello che non altera il clima e il comportamento collettivo al suo passaggio o alla sua presenza.

Organigrammi, procedure, regole, schemi excel, regole, ruoli sono supercazzole. Perché l’azienda sopravvive grazie all’organizzazione informale, alle regole non scritte, alle relazioni non mappate. Al lavoro silenzioso e invisibile, alle alleanze e al rispetto dei ruoli, alle confidenze, alla sensibilità di ognuno.

Parlare, parlare, parlare, ostentare, far vedere, criticare, sparlare alle spalle e cercare sempre una spalla connivente – sempre per parlare di spalle – non fa di voi super manager degli esseri intelligenti. Io non vi ammiro, ma proprio per niente. Non mi sento ispirata da voi.

E’ così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi.

 

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