Il mio ex posto di lavoro, per la lunga durata dell’esperienza, i colleghi che hanno condiviso con me l’avventura, l’insita comicità nei titolari, è stato un posto bellissimo.
Per le risate, le lacrime a suon di risate, le cazzate che abbiamo condiviso, la solidarietà, il fatto di essere comunque tutti sulla stessa barca, la condivisione di esperienze forti, la conoscenza e la dimestichezza e la confidenza con tante persone brave, in gamba, appassionate del loro lavoro.
C’è ovunque il bene e il male, il bello e il brutto. E di bello e di bene ce n’è stato davvero molto. Questo non lo nego e non lo negherò mai. Fare le caricature all’enologo vestito da papa, tenersi la pancia con le mani quando il sommelier del punto vendita imita le colleghe, ridere come delle pazze per le foto “alla moda” della titolare in abiti vintage, cioè anni ’80 (nel 2010, però…), irridere l’inglese maccheronico, ma anche l’italiano dialettale.
Sono tutte cose che non hanno prezzo.

