Il meglio e il peggio dell’egomarketing:
Scegli bene, scegli di andare in meglio.
Team fantastico.
Ottimo leader.
Lavoro senza stress.
“Buon” stipendio.
Porre le persone al primo posto.
Puntiamo alla crescita delle nostre risorse.
Esprimi il tuo potenziale.
Sarai accompagnato in un percorso costante di sviluppo di nuove competenze e formazione.
La nostra presenza a supporto del cliente ci rende unici.
Il cliente ottiene così sempre il meglio dai nostri prodotti e servizi.
Il capitale più grande è rappresentato dai nostri dipendenti.
Un luogo di conoscenza, un luogo per imparare.
Siamo squadra, siamo preparazione, siamo risultato.
Hai visto le nostre auto? Hai visto la nostra flotta, pronta a salpare?
Una realtà orientata a migliorare il clima aziendale, con una cultura inclusiva, equa e rispettosa.
Il partner perfetto per il tuo lavoro.
Quando cerchi qualità, forza e professionalità hai poche alternative.
Team dinamico.
Soluzioni concrete.
Problem solving.
Al servizio del cliente.
EGOMARKETING.
La comunicazione che dimentica il pubblico.
Fatta di proclami altisonanti, elenchi di competenze, qualità ostentate.
Inopportuna e sgradevole come sbattere lo stinco su un tavolino basso.
La comunicazione linguistica diventa uno standard al pari delle immagini stock.
Più si aggiunge, più il messaggio perde valore.
Tutte parole e frasi (alcune palesemente errate, ma vabbè, non mi esprimo neanche per decenza) che arrivano dal paniere degli abusi.
Definizioni ingombranti, oltre che inflazionate.
Se il livello di autoreferenzialità supera la legittima “soglia di tolleranza”, è un bel casino.
Oggi i consumatori vogliono esperienze di cui possono parlare.
Ragionamento, analisi, visione, misura, garbo … dove sono?
L’imprenditore non è più sul piedistallo, l’azienda non è più sul trono reale.
Anche il Re Sole è tramontato.

