No, non mi hanno ritirato la patente.
No, non ho sfasciato la macchina.
No non sono pazza (o, almeno, non completamente).
Solo, come ciclista iperdilettante, mi piace infinitamente pedalare nel verde, nel silenzio (più o meno), ascoltando il canto degli uccellini, il vento nelle orecchie, il fruscio dei pedali, la mia bocca che canticchia o fischietta.
Mi piace guardare le case, i campi, i giardini, gli alberi, i fiori.
I lavori in corso.
Ma più di tutto … il cielo, sconfinato.
Si sentono i profumi, si percepiscono le variazioni di temperatura, si vede davvero a 360° ciò che ci circonda.
Si vive l’equilibrio dinamico con la bici in maniera quasi passionale, in una sorta di fiducia reciproca.
Penso al da farsi in mille altre situazioni.
Penso.
Penso.
Penso.
E quindi dallo scorso anno, avendone la possibilità, sto andando al lavoro in bici.
Ho 15 km tra andata e ritorno. E ne approfitto ogni volta che non ho impegni con i bimbi e ogni volta che non piove a dirotto.
Sapete quante persone incontro in bici?
Zero.
Z
E
R
O
A parte qualche nonnetto che va a fare la spesa o qualche negretto. Ehm giovane uomo di colore. O qualche studentello non patentato che torna da ripetizioni o sport. Ci sorridiamo e ci salutiamo. Bello.
Oggi anche per fare solo 2 o 3 km la gente si muove in auto.
Ma questa … è una cagata pazzesca!!!
Sapete che il cuore di un automobilista è più affaticato e ben più stressato di quello di un ciclista? Può sembrare un paradosso.
L’automobilista è, in fin dei conti, fermo in auto, seduto sul suo sedile, al massimo ascolta musica a manetta e canta (io quando vado in auto) e compie ben pochi movimenti. Il ciclista invece deve pompare una grande quantità di sangue ai muscoli delle gambe che devono spingere sui pedali. Eppure numerose ricerche scientifiche stanno facendo luce sul fatto che guidare sia un’attività estremamente stressante, con numerose ricadute negative sull’apparato cardiovascolare.
Il cuore, in una pedalata di 10 km, batte dai 130 ai 150 battiti al minuto in media (dipende da intensità, dislivello, forma fisica, età ma la media è quella). Battito che produce adattamenti fisiologici positivi come (leggo sempre):
ipertrofia del cuore
ispessimento delle pareti dei ventricoli
aumento della gittata
riduzione della frequenza a riposo
Il cuore, durante un percorso di guida lungo 10 km, batte a 140 battiti al minuto. Un cuore che pulsa a 140 battiti mentre il corpo sta fermo è sintomo di un’eccitazione abnorme del sistema nervoso autonomo simpatico, quello della risposta “fuggi o lotta”. Attivazione che, è stato visto, rimane elevata anche dopo aver parcheggiato e che non produce alcun miglioramento fisiologico positivo.
Mi fanno ridere le pubblicità di auto che mostrano automobilisti che guidano in centri città senza traffico, che si rilassano alla guida, che respirano aria pura e vedono paesaggi da sogno. Ancora di più mi fanno sorridere certi claim pubblicitari come “Diventa ciò che sei”, “Scopri il piacere estremo della guida”, “Sii diverso dagli altri” (come se gli altri non fossero incolonnati con te).
Altro che riscoprire il piacere della guida: quando saliamo in auto stiamo letteralmente facendo il bagno nel cortisolo (ormone dello stress) e nelle catecolammine (ormoni legati all’eccitazione). Leggo sempre.
È per questo che chiunque, alla guida in mezzo al traffico, diventa una bestia che prenderebbe a pugni persino i bambini che attraversano la strada. E che litigherebbe (con chiunque). E che suona il clacson al primo sgarro (sempre io, d’inverno) e fa il dito medio (il muscolo che preferisco muovere).
Anche perché, diciamocelo, non è che la situazione per strada sia proprio rosea eh!!!
L’iperattivazione del sistema nervoso simpatico produce una cascata ormonale che manda un segnale ben preciso all’organismo: siamo in pericolo, prepariamoci a lottare. Questa reazione è “cablata” nel nostro DNA ed è quella che ci ha permesso di sopravvivere nella preistoria, in un ambiente decisamente ostile. Solo che oggi, nel mondo sicuro e coccoloso e comodo e moderno dell’occidente in tempo di pace (libro stupendo che sto finendo), mantenere elevata l’eccitazione del sistema nervoso simpatico produce una serie di ricadute negative sul benessere psico-fisico.
Lo stress è la malattia silente del nostro millennio e ogni volta che ci mettiamo alla guida in città non facciamo altro che peggiorare la situazione.
Con ciò non voglio assolutamente dire che mi salverò dalle sfighe, perché poi sappiamo tutti il tipo di vita che si fa: sregolata e sovrabbondante a tavola, con mille cragne al lavoro e in famiglia.
Tutto di corsa, tutto sovrapposto, tutto intrecciato.
È normale incartarsi…
Però almeno il viaggio casa – lavoro, in primavera – estate – autunno, me lo voglio fare come dico io, come piace a me.

