La mia prima auto

L’auto che mi è rimasta nel cuore? La mia prima auto, naturalmente.

L’ho lasciata in concessionaria l’anno scorso, è l’ultima immagine che ho di lei, parcheggiata in un angolo tra fiammanti e luccicanti bolidi e berline, nel posto da dove ho portato a casa la nuova utilitaria.

“Ma non ti vergogni ad andare in giro con un’auto così?”

No. Ci sono ben altre cose di cui vergognarsi nella vita.

“Ma ci stanno i due seggiolini per i bambini?”

Sì, ci stanno. E ci sta pure la spesa. E ci stava pure la carrozzina!

“Ma non è proprio sicuro andare in giro con un’auto così vecchia, e così piccola”.

Beh, se è per questo non è sicuro andare in giro con nessuna auto, adesso lo posso dire. A meno che tu non sia su una mietitrebbia o un carro armato.

Non importa se era spartana, se non aveva il clima, se aveva la carrozzeria scrostata e i sedili che ormai si sbucciavano a banana, se i fari erano opachi, se la leva del cambio vibrava tutta in modo convulso, se il radiatore era rotto e perdeva il liquido: ha lasciato un segno dentro di me, e non la scorderò mai.

E’ stata l’unica auto che ho avuto dalla laurea (1998) fino allo scorso anno. Precisamente fino al 22 novembre 2018.

Mi ci ero abituata, era parte di me. Era parte della mia parte giovane, appena laureata, in cerca di lavoro (è venuta con me a fare i colloqui ovunque), è stata l’auto vestita a festa con i fiocchi bianchi quando mi sono sposata, è stata l’auto che al lavoro vecchio ci andava ormai in automatico, è stata l’auto che ha scorrazzato i miei bambini piccoli, che ha portato tutte le mie gatte e il mio cane Rocco dal veterinario, subendo graffi e tanto non importava se era sporca perché era vecchia e non sarebbe durata a lungo ecc. ecc.

E invece … era affidabile, il motore indistruttibile, era piccolissima e facile da parcheggiare ovunque. Solo meccanica, zero (o pochissima) elettronica.

Quando adesso salgo sulla mia moderna macchina super accessoriata, ancorché non ultimo modello, comoda, silenziosa, scattante, sinceramente mi manca il vecchio stile spartano, rustico, campagnolo, verace. Semplice. Retrò.

Aveva 270.000 km, ma sicuramente avrebbe potuto farne molti di più. Ed io con lei.

Ancora la sogno, ancora me la vedo parcheggiata tutta sola, in attesa del triste destino della rottamazione. Ancora, a volte, piango. Per tutto quello che ha rappresentato.

20 anni insieme non sono bruscolini.

Addio mia adorata Y. Ti conserverò nei ricordi più cari.

 

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