La maggior parte delle persone, pur di avere un lavoro e uno stipendio a fine mese, si dimentica di quanto valore e quindi di quanto denaro il loro lavoro offre alle aziende presso cui stanno prestando la loro opera.
Passiamo il 50 – 60 – 70 – 80% del nostro tempo a lavorare, il più delle volte facendo un lavoro che non ci piace, che non avremmo mai voluto fare, che non ci stimola e non ci realizza, e serve solo ed esclusivamente a sostenere le spese nostre e quelle della nostra famiglia: scuola, bollette, sport, spesa.
L’imprenditore dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) pagare non solo il nostro tempo, ma tutto il tempo che abbiamo passato sui libri e nelle precedenti occupazioni per imparare a fare bene quello che sappiamo fare oggi; il tempo che non riusciamo a trascorrere con i nostri figli; il tempo che facciamo risparmiare a svolgere una determinata mansione, con competenza, serietà e con i risultati richiesti (anche se questi ci vengono chiesti un po’ a caso, ad cazzum direi).
Ragazzi…ci vorrebbe più rispetto nel mondo del lavoro!
Il mercato oggi impone questa caccia al ribasso: retribuzione al minimo, laurea non riconosciuta, sfruttamento più che valorizzazione. Le offerte economiche sono quasi sempre offensive! Uno trova anche lavoro, ma si deve sempre adeguare a condizioni mortificanti.
Embé? Tanto dove credi di poter andare? Vuoi lavorare o no? Vuoi portare a casa il pane o no? Vuoi sbattere la testa a 50 – 60 – 70 km di distanza? Vuoi la multinazionale? Qui non c’è. Questo passa il convento.
Vuoi un aumento di stipendio? Dopo 2 o 3 anni che stai dentro e hai dimostrato di saper essere e saper fare? Ma che … stai scherzando??? Non è il momento. E poi il clima lavorativo sereno è molto meglio dei soldi. E poi cosa te ne fai dei soldi?
La persona normale, che deve mangiare, che può contare solo sulle proprie forze, abbassa la testa e tira avanti il carretto.
La persona normale, che ha il famoso assegno da spendere, ogni tanto si prende una rivincita e vola a … NYC per le vacanze di Natale!!!
Ci rivediamo a gennaio.

