La mancanza di empatia è un grande freno nella costruzione di rapporti armoniosi e sani con gli altri.
Non riuscire a capire gli altri e a immedesimarsi negli altri denota dei problemi … anche con se stessi.
L’individualismo, l’incapacità di adottare nuovi punti di vista, l’impossibilità di accettare le diversità, l’eccessiva rigidità finiscono per dare origine a comportamenti distruttivi. Altro che team!
Addio cooperazione, addio squadra.
La mancanza di empatia può assumere varie forme (per esempio credere a stereotipi o pregiudizi, diffondere o credere ciecamente a pettegolezzi), ma secondo me la peggiore in assoluto è l’utilitarismo.
L’altro diventa uno strumento per raggiungere i propri obiettivi o soddisfare i propri bisogni.
Non c’è comprensione, non c’è compassione, non c’è interesse.
Forse queste persone non hanno sperimentato l’empatia da piccoli e non ne sono proprio capaci? Non sono stati accuditi da genitori comprensivi e rassicuranti, non hanno avuto modo di sperimentare com’è bello, sano, normale mettersi nei panni degli altri?
O c’è proprio una lesione, una malattia, che deforma il loro cervello e il loro modo di comportarsi?
La fiducia verso l’altro per loro non c’è, non può esserci; il calore non c’è; l’altruismo e l’apertura sono chimere; l’ascolto attivo: CIAONE (cioè prestare attenzione anche alla comunicazione non verbale).
Sono persone asociali, disinteressate, “macchine per uccidere”, fredde e calcolatrici, in modalità IO sempre ON; non parlano mai delle proprie emozioni; credono di essere sempre nel giusto; vivono un’esistenza solitaria; hanno spesso reazioni eccessive rispetto a fatti poco rilevanti o inesistenti; non provano sensi di colpa e non hanno mai ripensamenti sul loro comportamento.
Quanto è difficile starci vicino…ne parlavo anche qui.

