Gli empatici, questi strani esseri…che si sentono a disagio accanto ai falsi.
Vi è mai capitato di trovarvi con persone apparentemente gentili, sorridenti, premurose, altruiste, benevole, disponibili – a parole – a buttarsi giù dal 5° piano per voi, e di avvertire un forte disagio? Quasi un malessere fisico? Un formicolio al culo? La pressione che si alza? Cose così, insomma.
A me nooo… non poco. Forse perché eravamo in presenza di persone false, non autentiche e sincere.
Le persone empatiche sono completamente opposte. Gli empatici hanno una sorta di sesto senso per l’inautenticità e la forzatura e il teatro. E ne sono contrariati.
Gli empatici sono emotivamente sensibili e assorbono le emozioni e i sentimenti degli altri. Un lavoro estenuante? L’hai detto, fratello. Che succede loro malgrado? Sì. Gli empatici riescono a smascherare piuttosto facilmente (oplà) e velocemente (per non dire subito) un/a individuo/a non autentico/a, e più questo/a si dimostra affidabile e gentile, e più è smascherabile.
La negatività esce tutta, viene assorbita, e l’empatico la trova insopportabile. Primo perché i falsi sono davvero tanti, secondo perché se la prendono con i più fragili e sensibili.
Le persone empatiche hanno bisogno di persone sincere, di relazioni sane, oneste e significative, non gradiscono bugie e inganni e sotterfugi. Allo stesso modo non si sentono a loro agio con chi cerca sempre di attirare l’attenzione ed essere al centro della scena, con chi cerca di compiacere a destra e a manca per ottenere approvazione e accettazione e con chi esagera racconti ed esperienze per dimostrarsi superiore. Insomma con chi parla troppo. E a vanvera. Con chi fa continue iperboli. Con chi si loda.
Disagio è quello che l’empatico prova al cospetto di questi soggetti; allontanamento immediato e fuga è quello che desidera.
Il disagio può diventare proprio fisico se si è costretti a stare insieme a queste persone in modo prolungato.
Sì, avere più sensibilità rende più delicati. Un empatico lo impara a proprie spese.


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