Sì. I figli sono sempre e solo un nostro problema. L’imperfezione (dello Stato, delle aziende e dei datori di lavoro, delle leggi) la pagano solo le donne, o almeno la pagano al 90%. Che non è poco.
Leggo e “rubo” questa definizione di mamma annaspante, nella quale mi sono ritrovata e, ne sono certa, nella quale tutte le mamme lavoratrici si ritroveranno.
Non è un mondo per madri, questo.
Ma i bambini sono e saranno il patrimonio della società intera, che li deve mettere al centro dell’attenzione e dei suoi interessi.
Non finirò mai di annaspare, lo so: non solo quando i figli sono stati piccoli, non solo adesso che vanno alla primaria tutti e due, ma anche quando saranno adolescenti, e poi adulti. Con le loro insicurezze, i loro proclami, la loro indipendenza, la ricerca del loro posto nel mondo.
Ho visto di recente solo il finale del film “Suffragette”: le fiere appartenenti al movimento di emancipazione femminile nato per ottenere il diritto di voto per le donne in Inghilterra. E ho trattenuto (e nascosto con un gesto veloce della mano) una lacrima che mi è scesa veloce, incontrollabile. Perché tutto ci siamo dovute guadagnare, tutto. E se non ci fossero state quelle “teste calde”, forse staremmo ancora aspettando.
Il vento del cambiamento soffia sempre … e speriamo sempre dalla parte giusta.

