La prima cosa che direi a un aspirante copywriter non è di allenare la capacità di scrittura.
Quella è scontata.
La capacità più essenziale è la capacità … di non prendersela.
A scuola a tutti viene insegnato a leggere e scrivere.
Al lavoro a tutti viene propinato il libro di un guru.
Perciò chiunque, nessuno escluso, si crede un copywriter. E un manager.
E chi ha il potere di sbatterti in faccia che è un copywriter improvvisato migliore di te, che magari lo fai come professione esclusiva da anni, lo farà.
Chi ha il “potere” in generale ama umiliare l’agenzia creativa o il copywriter di turno che sono pagati e, al contrario di lui, hanno le competenze per realizzare uno spot o un post o un articolo di giornale o di blog o una lettera o un mailing.
Così come il mediocre direttore creativo o il mediocre copywriter senior bocceranno le proposte del copy junior più brillante solo perché possono. Oppure le faranno uscire a nome loro.
Perché hanno il potere di farlo, e chi ha il potere lo esercita.
Sempre.
Quindi, per un copywriter, è vitale imparare a non prendersela mai. O a prendersela il giusto. Devi accettare (DEVO accettare) che tutto ciò che scrivi (SCRIVO) potrà essere distrutto, modificato, travisato, banalizzato, rubato, snaturato e stuprato in tutti i modi possibili.
Tenuto e promosso da aziende con cui non hai più nulla a che fare.
Poi, se lo tengono, vuol dire che tanto schifo non faceva.
Se pensi che il copywriting sia un modo per esprimere te stesso e la tua creatività, dopo tre mesi avrai già orrore di questo lavoro.
Per quello piuttosto scrivi poesie.
Racconti.
Romanzi.
Canzoni.
Post sui profili social privati.
Bigliettini.
Un blog tuo.
Un libro tuo.
Cose che firmi tu, e che gli altri al limite potranno solo commentare.
Ma senza poter distruggere, modificare o appropriarsi dei tuoi scritti.
Nessun testo di copywriting aziendale, al contrario, è tuo.
È solo un bel piatto che prepari per gli altri.
Talvolta verrà apprezzato e mangiato, talvolta rovinato con ingredienti non tuoi o decorazioni colorate e pacchiane di cattivo gusto, talvolta buttato.
Non ti deve interessare.
Non devi starci male.
Il tuo lavoro è solo preparare la portata al meglio delle tue capacità.
Il suo destino, una volta che esce dalle tue mani, deve esserti del tutto indifferente.
Eh … facile a dirsi … più difficile a farsi …

