Cervello vuoto

Più vuoto è il cervello, più lunga è la lingua

Questa vicenda parla di me, di te, di quella persona laggiù in fondo. Di chiunque. E sentirmi prendere per il culo ancora una volta da Stanlio e Ollio, uno che non sa niente e uno che fa il furbo, con quei suoi occhietti da furetto … no, non ci sto.

Lunedì sera incontro il consulente del lavoro (ragionier Fantozzi, con tutto il rispetto per il ragionier Fantozzi e per il mitologico Paolo Villaggio. Sì, lui, il sig. H del mio blog) e il nuovo AD della società. Già da me conosciuto in passato in altre vesti. Ufficio anni ’70, segretaria deferente anni ’70, loro molto anni ’70, con una bocca tesa a sputare sentenze e inanellare chicche, tipo:

  • Ma che Dott.ssa, pretende di fare causa dopo essersene andata dalla società da più di un anno? Mi creda, lei non ha alcuna speranza.
  • Doveva farsi licenziare, eh sì, io non capisco come non ha potuto farsi licenziare, allora sì poteva fare una bella causa!
  • Non vorrà mica pretendere di avere come testimoni gli attuali dipendenti della società!!! Nessuno andrà contro i titolari, se lo scordi.

Quello che ho pensato di più, oltre a adesso mi alzo, adesso mi alzo, adesso mi alzo: criminali. Bestie. Manipolatori. Falsi ipocriti. E altre cose meno fini che non posso scrivere.

Sono stanca, sono svuotata. Non è una bella sensazione, prima delle vacanze di fine anno.

A proposito, auguri a tutti voi. Arrivederci a gennaio. Più contenta di così non posso essere.

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