Squadra e gruppo

La squadra e il gruppo

Squadra e gruppo: due paroloni che popolano il mondo web del business.

Spesso passa un messaggio diseducativo da parte di molti imprenditori, consulenti, HR: “abbiamo vinto grazie al gruppo“.

Ma allora basta trovarsi tra amici di vecchia data per tentare la scalata a una multinazionale, o affrontare con successo un progetto aziendale di un certo livello di complessità?

Non è così.

Nello sport o nel lavoro vince chi è squadra, non gruppo.

Sono due entità ben distinte.

In una squadra si va sempre alla ricerca di proposte e idee e ogni singola risorsa è chiamata a mettere la sua competenza a disposizione dell’organizzazione. Non si deve per forza essere amici, condividere chissà quale visione comune del mondo: basta avere rispetto. Delle persone e dei ruoli.

Chi ha esperienze nuove da trasmettere, chi conosce o prova strade mai praticate, chi ha idee in controtendenza, chi pensa diverso insomma, chi sa proporre esperienze passate, spunti, prospettive, punti di vista, visioni, tendenze, è merce rara e pregiata.

E’ sbagliato far credere che una squadra si costruisce su rapporti di amicizia e/o solidarietà.

Fare squadra significa giocare per competenze. Non può essere né una finzione, né una costrizione, né una copertura (faccio credere di essere il fautore di un progetto grandioso e innovativo ma in realtà lavorano gli altri e io raccolgo solo i risultati, e magari vesto solo di grandiosità una normale routine).

Insomma, un concetto troppo abusato oggi. Per i miei gusti.

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