Una riflessione sul fare schifo. Fare schifo per conto proprio.
Sì anch’io faccio schifo.
Ma … in che senso?
Provo a spiegarlo.
No non quando mi sveglio alla mattina. Sottinteso.
No non quando non vado dal parrucchiere per mesi. Sottinteso.
Premessa: non esistono relazioni senza contenuti. Se togli il contenuto, viene a mancare il modo per attrarre le persone interessate a te, alla tua azienda, ai tuoi prodotti.
Negli ultimi vent’anni abbiamo ottenuto tanti nuovi modi per mostrare contenuti in canali veloci, quasi usa e getta, in cui realizzare, distribuire e creare (cercare di creare) interesse.
Ma se parli solo attraverso le immagini, il contenuto più veloce che puoi realizzare è una foto in cui mostri un mondo felice. Nessuno si pone – e ti pone – domande se ti vede felice, soddisfatto o in un contesto gioioso. In realtà questo è il contenuto che ottiene meno attenzione rispetto a qualsiasi altro.
“La felicità è un’immagine, l’infelicità è una storia” (grande Anna Karenina).
L’interesse dell’altro non nasce da un’immagine felice, ma da cosa l’ha provocata. Se ti mostri sorridente in riva al mare, in costume tutta strafiga e con l’aperitivo in mano, non è una storia. La storia segue un filo in cui lo schema più semplice è dato da: prologo, conflitto e soluzione. Iliade e Odissea docent. Divina Commedia docet.
La giornata dell’eroe: tutti camminiamo, cadiamo – cioè facciamo schifo – e ci rialziamo. Nel racconto del come ci rialziamo, delle nostre emozioni e di cosa ci ha permesso di farcela (perché alla fine sì, ce la facciamo, più o meno bene, più o meno velocemente) chi ci legge in un articolo o ci guarda in un video potrebbe comprendere come far avvenire la propria rinascita.
Tutti leggiamo storie perché dentro ci sono le persone che riescono a dirci qualcosa della nostra vita.
E diventiamo interessanti quando raccontiamo in modo autentico quello che abbiamo dovuto passare per ottenere qualcosa.
Nessuno ti chiede come stai se ti vede felice e nessuno ti ascolta se mostri sempre e solo il tuo lato migliore.
Per ottenere l’attenzione di chi hai di fronte devi mostrare le tue vulnerabilità e come puoi aiutare chi ti ascolta a risolvere le sue. Perché la storia più convincente che puoi raccontare ha un punto di forza invincibile che si chiama “identificazione”.
Essere obbligati alla felicità perenne significa vivere sia nell’ansia sia nel suo contrario: l’infelicità. In un tempo in cui tutti devono mostrare un sorriso stampato e capitalizzare su ogni grammo della propria disperazione, fare schifo per conto proprio è un atto necessario.
Impegnarsi a fare schifo vuol dire staccarsi a forza dagli occhi le lenti performative con cui si guarda al mondo, che fanno leggere tutto quello che succede in chiave di spendibilità e vendibilità e fatturabilità.

