Non tutti hanno vite entusiasmanti, lavori da manager strapagati, viaggi oltreoceano da fare, shopping di lusso a cui dedicarsi. Ma tutti possono far fruttare il bene più prezioso: la dignità. Perché la dignità fa davvero la differenza nella vita.
Non tutti hanno la possibilità (o anche solo la voglia) di avere la donna delle pulizie, o la baby-sitter, di andare dall’estetista o dal parrucchiere o dal massaggiatore 2 volte al mese.
Ma siamo tutti lo stesso all’altezza della vita che ci è capitata.
La dignità, l’accettazione della fatica, della sveglia presto, dell’assenza da casa, il lavoro silenzioso, senza lamentarsi, senza creare inutili confronti con la maggior parte delle ragazze (donne) che frequento, che se ne sta beatamente a casa tutto il santo giorno, ma sembra scavare con le proprie mani la galleria del Frejus dai racconti pieni di livore e risentimento e dai continui e teatrali e gridati “io faccio qui”, “io faccio lì”… della serie: quando anche fare la lavatrice o portare il bimbo a calcio viene dipinto come un’impresa titanica …
Lavorare, arrangiarsi in tutto e per tutto, fare le corse, è sempre garanzia di senso.
Avere rispetto per le cose, anche le più vecchie e meno alla moda (cito su tutte la mia adorata Lancia Y, che ho cambiato l’anno scorso dopo 20 anni e che penso ancora con immutato affetto: scrivo qui della mia prima auto, indimenticata e indimenticabile).
Il meraviglioso ma difficile quotidiano di ognuno di noi, fatto di piccoli passi, fragilità, debolezze, cadute.
Dove altri vedono solo un bel viaggio, una gita fuori porta, una bella casa, una bella macchina (fermo restando che a me viene ancora il magone quando incrocio per strada una Y grigia), un bell’anello, c’è silenzio. C’è sudore. C’è sacrificio. C’è accettazione. E fortuna. E la ruota che giri dalla parte giusta. E voglia di fare. Anche nelle giornate malinconiche e grigie e mollicce in cui tutto sembra andare storto. E’ la dignità che ti tira su dal letto e ti fa arrivare a sera.

