L’Off Bording è importante come l’On Boarding? Direi di sì.
Qualsiasi persona abbia collaborato per pochi mesi o molti anni in un’azienda ha il diritto di essere “accompagnata alla porta” alla fine del rapporto di lavoro, di qualsiasi tipo siano i motivi dell’uscita: per sua scelta, perché scade il contratto, perché non è stato superato il periodo di prova, per una riorganizzazione, per un licenziamento, ecc.
Anche se le prestazioni non sono state ottimali, ci sono state incomprensioni, le aspettative sono state deluse.
Di solito l’inserimento catalizza su di sé grande attenzione: grandi parole spese, investimenti fatti, ma l’off boarding? Frettoloso a dir poco. Inesistente, come nel mio caso, è la norma credo.
Potrebbe essere invece molto utile dare un feedback all’HR, o all’AD, o al manager di turno.
Se c’è qualcuno disposto ad ascoltarti.
Sarebbe utile garantire la continuità delle attività principali.
Dire grazie.
E noi grazie al cazzo.
Sarebbe utile informare le persone interne! E con loro i fornitori, i clienti, che so i giornalisti (nel mio caso). Questo io non l’ho MAI visto fare.
I dipendenti sono i biglietti da visita, migliori o peggiori, di ogni azienda.
Attenzione ai peggiori: anche se li stracciate, qualcuno li riaggiusterà, rimetterà insieme i pezzettini … e questi pezzettini continueranno a parlare.
Non ci vuole una laurea o un master o un corso di management: ci vuole solo buon senso. E un po’ di umanità.

