pessima esperienza ad un colloquio di lavoro

Pessima esperienza ad un colloquio di lavoro – parte seconda

Mi scrive la tale responsabile HR di una nota cantina della mia zona. Una mail. Mi scrive che ha provato più volte a contattarmi telefonicamente (io chiamate sul cellulare non ne ho) per sapere se sono disponibile per un colloquio di lavoro.

Certo, io sono sempre disponibile per un colloquio.

Per me è un’esperienza, un momento di confronto, mi prendo il tempo di riflettere un po’ su di me e fare il punto della situazione.

Fissiamo. Sempre via mail. Mi mangio metà del mio pomeriggio libero settimanale.

Arrivo nella pioggia; lei è in ritardo di mezz’ora, certo niente a che vedere con l’attesa accumulata la volta prima, e ha l’ardire di esordire così: “Bene, perché vuole cambiare lavoro?”

E io ho l’ardire di rispondere: “Io non voglio cambiare lavoro”. 

Al che lei si inalbera: “Ma come? E’ venuta qui a farmi perdere tempo? Guardi che il mio tempo ha un valore!”

E perché il mio no? Ha lo stesso valore del tuo, scioccona. E poi scusa mi chiami dopo 2 anni dall’invio della mia candidatura spontanea? Sai quante cose cambiano in due anni, testina? Se ti interesso tanto, e hai tenuto il mio CV perché evidentemente rappresentava qualcosa per te, fammi la tua offerta economica, che così almeno abbiamo una base comune da cui partire.

“Eh io la proposta economica gliela faccio, non si preoccupi. Ma lei non sa che è stata consigliata, e da più di una persona di mia fiducia?”

E quindi? Mi vuoi raccontare di che lavoro si tratta? No, me l’ha detto dopo la mia ex collega che lavora lì e che aveva caldeggiato la mia candidatura. Mi vuoi raccontare un po’ l’azienda? No: una presentazione becera, stantìa, senza passione.

Ho riesplorato, per pura curiosità, il settore vinicolo. Ma … No. No, grazie. Ne ho le palle piene di questi imprenditori “capi del mondo” e di queste HR utili come il filo interdentale quando muori di fame e non hai nulla da mettere sotto i denti, pronte non ad assumere i candidati migliori, ma solo quelli che saranno accettati dall’imprenditore di turno senza colpo ferire. Purtroppo vincono sempre pregiudizi e convinzioni del decisore finale.

P.S: la proposta economica secondo voi è arrivata???

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