Sono passati 2 anni, sul calendario, da quel 5 giugno 2017, e non è ancora stata messa la parola fine alla vicenda.
Ho fatto causa? No.
Ho ricevuto soldi? No.
Neanche l’ombra.
Ho avuto qualche tipo di risarcimento morale?
No. Tutto morto. Tutto fermo.
O meglio: tutto arenato nelle sabbie mobili dell’incompetenza di certe persone che non so cosa ci stiano a fare e perché siano stipendiate.
L’ultima novità? Dai una novità c’è. Anzi, ora che ci penso, due.
La prima: gli “amici” vogliono darmi i soldi al lordo, non al netto. Producendo una busta paga. Dopo 2 anni dalla conclusione del rapporto di lavoro?????
Tutto merito di Stanlio e Ollio, che colpiscono ancora. Duramente. Nel segno. Meriterebbero una causa solo loro, i Cugini di Campagna, al di là di tutta la mia vicenda professionale e umana.
Ancora una volta in attesa, ancora una volta “tra color che son sospesi”.
Mi stupisco (non dovrei?) che le imprese si affidino a questi “professionisti” del crimine, ciucciasoldi, e che questi cialtroni abbiano tutta questa voce in capitolo. E che fermino delle trattative a loro piacimento. Sto parlando di due anni, senza causa. Ma anche senza spiragli.
Forse perché vogliono darmi altri materiali utili per il blog? Mah…
La seconda: è morto il loro papà, e io sono andata al rosario domenica (non potendo esserci lunedì al funerale). Mi sono buttata nella fossa dei leoni. Ho salutato e baciato tutti, figli e nipoti. Perché era una cosa che dentro di me sentivo di dover fare.
Quindi ho rotto anche questo indugio.

