Scrivere ha a che fare con una ricerca paziente.
Avere pazienza con le parole, oltre che con noi stessi, ed essere consapevoli che ogni testo è imperfetto.
A volte è proprio sbagliato alla base perché non è tarato su chi lo deve leggere.
A volte è imperfetto nel senso che manca ancora di qualcosa.
A volte fa cagare perché usa parole inventate di sana pianta, o desuete, o scorrette.
Ha bisogno che lo rileggiamo (l’ortografia non è un’opinione), lo potiamo (qualche ridondanza di cui fare a meno), gli diamo ritmo (una frase che si spezza repentina e imprime più carattere), lo accordiamo (una parola scelta perché più comprensibile), lo puliamo a fondo (via le nominalizzazioni, i passivi, il burocratese).
Jhumpa Lahiri nel suo libro “In altre parole” scrive: «L’imperfezione dà lo spunto all’invenzione, all’immaginazione, alla creatività. Stimola. Più mi sento imperfetta, più mi sento viva».
Ecco, l’imperfezione creativa come spirito guida dei nostri occhi quando rileggiamo i testi di tutti i giorni. Testi che diamo per scontati, testi che richiedono pazienza. Testi che uffa tutti i giorni basta scrivere di ‘sta roba, invece il trucco è proprio qui: fare l’ordinario in modo straordinario.
Parte tutto da qui: scrivere semplice. Per scrivere in maniera efficace occorre scrivere semplice.
Scrivere semplice è un concetto che si adatta a qualsiasi testo abbiate in mente: da una email, a un messaggio di servizio, a un report, a un documento di progetto, a un post, a un redazionale. Perché scrivere semplice è la base di tutto il resto. Sopra ci potete aggiungere contenuti tecnologici, di marketing, commerciali, legali, organizzativi, di customer care. Ma se la base traballa, tutto cade.
Scrivere semplice non vuol dire scrivere sciatto, né poco, né in fretta. Tutto il contrario: significa trasformare i contenuti più complessi in testi che suonino naturali, fluidi, leggeri. La sfida è salvaguardare la parte tecnica necessaria facendo a meno delle parole auliche e ridondanti, della fuffa e in generale del difficilese. Anche dell’inglese, dove si può evitare di usarlo.
Sì, scrivere semplice non è una passeggiata, ma si impara.
Il trucco sta nel pensare alla scrittura come a un lavoro di altissimo artigianato, fatto di continue scelte di dettaglio.

